=Mondo-liquidO=

Affondo in un mondo sempre piu' povero di certezze e stabilità, sempre piu' ricco di responsabilità e di precarietà. Affondo nuotando verso la superficie, sperando ,un giorno, di riuscire a trasformare il mio annaspare in navigare.

martedì 21 agosto 2007

Kankropoli - La MAFIA del cancro:

Già da tempo sono venuto a conoscenza, grazie a mio padre e al bisogno che mi ha trasmesso di guardare e informarsi oltre i muri di fumo innalzati da chi ha interesse nel celare o modificare la realtà dei fatti a proprio uso e consumo, di uno scandalo a livello mondiale su una delle piu' gravi maledizioni del nostro tempo: il cancro. Oltre ogni immaginazione, oltre ogni limite di decenza, vi presento il vero volto di quel falso dio che chiamiamo "Sanità" e che in realtà altro non è che l'ennesima e forse la piu' grande associazione a delinquere del pianeta. Ma veniamo ai fatti:

"Costi cancro nel 1998 in Italia (stimati per difetto)
Farmaci chemioterapici: L. 40 mila miliardi
Tutto il resto (operazioni, esami, radioterapia, ricerca, ecc...): L. 40 mila miliardi
Totale: L. 80 mila miliardi

Moltiplicate queste cifre per il resto del mondo e otterrete somme paragonabili a quelle di una guerra planetaria. In questo tremendo affare sono coinvolte centinaia di migliaia di persone e potentissime organizzazioni internazionali. Pensate che rinuncerebbero facilmente ai loro lauti guadagni?

Nel Dossier "Kankropoli - La mafia del cancro", che ha dato il titolo al post, emergono dati raccapriccianti:

1- Attualmente, nella pratica corrente non viene usata alcuna terapia valida contro i tumori.
2 - Esistono da anni efficaci ed economiche terapie e tecniche di diagnosi precoce, ideate da geniali ricercatori, spesso con scarsi mezzi economici.
3 - Esiste una precisa strategia intesa ad impedire che esse vengano usate. Per ottenere ciò ogni mezzo è lecito: indifferenza, privazione di fondi, calunnie, diffamazione, persecuzioni professionali (queste sono le più usuali) e giudiziarie, minacce di morte, omicidio.
4 - In queste azioni, sono coinvolte molte persone ed organizzazioni che spesso ricoprono funzioni di potere, quali: uomini politici, magistrati, funzionari di forze di polizia, dirigenti di case farmaceutiche, alti funzionari statali della sanità, medici, professori universitari, ricercatori, associazioni e molti altri. Ovviamente la responsabilità di questi individui, per una simile situazione, è ampiamente diversificata nei ruoli e nel grado.
Alcuni di essi si prodigano attivamente con qualsiasi mezzo per mantenere l'attuale situazione di inguaribilità dei tumori, poiché essa permette loro di usufruire di innumerevoli fonti di guadagno, tangenti comprese, che derivano dai vari aspetti con cui oggi si presenta quel colossale affare che è il cancro: la ricerca, la diagnosi, la terapia, le associazioni per la raccolta fondi, la produzione e la vendita di farmaci e di apparecchiature, gli ospedali, le università, il Servizio Sanitario Nazionale, ecc... Essi formano di fatto un'associazione a delinquere di dimensioni internazionali. Altri conoscono bene la situazione, ma tacciono per paura di perdere i loro privilegi.
Infine altri ancora, i più, credono che si stia facendo il massimo ed il miglior sforzo per debellare questa malattia; pertanto assecondano ed aiutano, in completa fiducia, ciò che viene imposto con segreta violenza.
Ma esistono forme di cura alternative? Certamente; e sono per la maggior parte documentate da una ricca casistica clinica o sperimentale. Comunque, in questo campo, ogni strada dovrebbe essere verificata senza pregiudizio alcuno, dato che c'è così tanto bisogno di scoprire tecniche efficaci.

Vediamo cosa realmente viene fatto a chi OGGI si ammala di cancro. Nella stragrande maggioranza dei casi si usano, dove è possibile, unicamente tre metodi: l'asportazione chirurgica, la chemioterapia e l'irradiazione. Il primo rimedio è del tutto inutile, perché il tumore non è che lo stadio finale e più visibile di una situazione patologica che coinvolge tutto l'organismo. Pertanto, dopo l'asportazione, la recidiva è quasi la regola, in quanto le difese del paziente saranno ulteriormente indebolite dal trauma delle ferite, dall'intossicazione dell'anestesia, dagli antibiotici e dagli altri medicinali. Gli altri due metodi si basano sul fatto che le cellule cancerose sono più deboli di quelle sane, pertanto, sotto l'azione di veleni o di radiazioni ionizzanti, sono le prime a morire. Questa constatazione porta però a una delle pratiche più insensate della storia della medicina: avvelenare ed irradiare il paziente per guarirlo! Anche la persona meno informata, riesce a comprendere che guarigione significa miglioramento della salute. Nessuno pensa che l'inquinamento, gli esperimenti atomici o l'incidente di Chernobyl siano i provvidenziali vantaggi dei nostri tempi per mantenerci sani. Nei fatti, anche con la chemioterapia e l'irradiazione, dopo un iniziale, apparente successo, il malato, con il sistema immunitario massacrato, indebolito nel corpo e nella mente, svilupperà generalmente in breve tempo un nuovo tumore, questa volta ancor più difficile da curare. Eppure, specialmente negli ultimi mesi, in occasione dei vari dibattiti sulla cura Di Bella, avrete sentito fior di luminari, illustri primari, grandi ricercatori, sostenere che le critiche alle attuali terapie oncologiche non hanno ragione di esistere, che la medicina ha fatto enormi passi in avanti, che le percentuali di guarigione sono già oggi nell'ordine del 50% e che tale percentuale è in fase di crescita. In conclusione, la medicina sta facendo il proprio dovere ed i soldi assegnati alla ricerca hanno dato i frutti sperati."


(Quanto ho scritto sopra tra virgolette altro non è che un copia e incolla tratto dal sito del Dossier "Kankropoli" al fine di inquadrare meglio la situazione e presentarvela in maniera semplice. Per chi fosse interessato ad approfondire l'argomento può clikkare sul link qui in basso per leggere l'intero Dossier; ndr)

Kankropoli ->

vi auguro una buona lettura

martedì 22 maggio 2007

il senatore e il mafioso

Da una lettera di Marco Travaglio a Beppe Grillo, pubblicata sul SUO BLOG:

"Caro Beppe,
vorrei comunicare a tutti gli amici del blog l’ultima notizia scomparsa di una lunga serie. Il 15 maggio 2007 la III Corte d’appello di Milano ha condannato il senatore forzista Marcello Dell’Utri e il boss della mafia di Trapani Vincenzo Virga a 2 anni per ciascuno per tentata estorsione. Nessun giornale, a parte l’Unità e il Corriere della sera, l’ha scritto. Nessun telegiornale o programma televisivo, tranne Annozero, l’ha detto. L’Ansa, onde evitare che qualcuno se ne accorgesse, ha dedicato alla cosa ben sette righe e mezza, sotto questo titolo depistante: “Sponsorizzazioni: confermata in appello condanna Dell’Utri”. Come se il reato fosse la sponsorizzazione. Nel testo, si spiegava (si fa per dire) che l’estorsione riguardava imprecisate “modalità di sponsorizzazione della Pallacanestro Trapani”. Quanto a Virga, l’Ansa “dimenticava” di spiegare che è un boss mafioso, vicinissimo a Provenzano, arrestato dopo lunga latitanza nel 2001 e condannato all’ergastolo per mafia e omicidio.
Riepilogo brevemente i fatti. Nel 1990 il presidente della Pallacanestro Trapani, Vincenzo Garraffa, medico e futuro deputato del Pri, cerca uno sponsor per la sua squadra, neopromossa in serie A2. Publitalia, la concessionaria Fininvest presieduta da Dell’Utri, lo mette in contatto con la Dreher-Heineken. Si firma il contratto: per 1 miliardo e mezzo di lire, i giocatori esibiranno sulle magliette il logo della “Birra Messina”, marchio italiano della multinazionale tedesca. Garraffa paga la provvigione a Publitalia: 170 milioni. Ma due funzionari della concessionaria berlusconiana battono cassa e pretendono da lui altri 530 milioni, in nero. In pratica, Publitalia vuole indietro la metà del valore della sponsorizzazione, ovviamente sottobanco. Garraffa rifiuta e, ai primi del ’92, incontra Dell’Utri a Milano. Gli spiega di non disporre di fondi neri e di non poter pagare senza fattura. Dell’Utri – come denuncerà Garraffa – lo minaccia: “Ci pensi, abbiamo uomini e mezzi per convincerla a pagare”. Garraffa non paga. E, qualche settimana dopo, riceve nell’ospedale di cui è primario una visita indimenticabile: quella del capomafia Vincenzo Virga, scortato da un guardaspalle. Virga è di poche parole: “Sono stato incaricato da Marcello Dell’Utri e da altri amici di vedere come è possibile risolvere il problema di Publitalia”. Garraffa ribatte: “Senza fattura, non intendo pagare”. E Virga: “Capisco, riferirò. Se ci sono novità, la verrò a trovare…”.
L’anno seguente la Pallacanestro Trapani, nonostante i successi sul campo, non trova più uno sponsor. Garraffa s’inventa un’autosponsorizzazione antimafia, ovviamente gratuita, con lo slogan “L’Altra Sicilia”. Che gli porta fortuna: la squadra viene promossa in serie A. Maurizio Costanzo invita lui e i suoi giocatori a parlarne al “Costanzo Show”, su Canale5. Ma poi, all’ultimo momento, cambia idea e disdice l’invito. Garraffa ci vede lo zampino di Dell’Utri. E denuncia tutto ai magistrati di Palermo.

Che trasmettono gli atti, per competenza, al Tribunale di Milano. Qui Dell’Utri e Virga vengono condannati per tentata estorsione aggravata a 2 anni a testa. L’altro giorno, la Corte d’appello ha confermato le condanne.
Ora manca soltanto la Cassazione. Dell’Utri intanto è stato condannato definitivamente a 2 anni per false fatture in altre sponsorizzazioni gonfiate e in primo grado a 9 anni per concorso esterno in associazione mafiosa. Naturalmente, visto il pedigree, rimane a pie’ fermo in Parlamento e viene pubblicamente elogiato per la sua “intelligenza” da diessini dalemiani come Nicola Latorre (niente a che vedere con Pio La Torre, ammazzato dalla mafia) e ossequiosamente intervistato da giornali e tv su tutto lo scibile umano, fuorchè sulle sue condanne.

Come ricorda Daniele Luttazzi nel suo ultimo spettacolo, Daria Bignardi l’ha recentemente invitato alle “Invasioni barbariche” su La7 e ha subito premesso: “Non parliamo dei suoi processi”. Dell’Utri, comprensibilmente, non ha avuto nulla da obiettare. Anzi, ha aggiunto che il suo giornalista preferito è Luca Sofri. Che, guardacaso, è il marito della Bignardi. Ecco, dei processi di Dell’Utri è meglio non parlare mai. Il senatore ha uomini e mezzi per convincere."

Marco Travaglio

sabato 19 maggio 2007

L'inchiesta Bbc sui preti pedofili

ROMA - Un'onda di indignazione attraversa la rete e acquista ogni giorno portata maggiore. E' bastato poco, che in realtà "poco" non è. La messa in Rete di un documentario della Bbc, titolo Sex Crimes and the Vatican, andato in onda in Gran Bretagna nel 2006, nel quale si svelano i risvolti inquietanti di una vicenda che coinvolse decine di sacerdoti, responsabili di reati di pedofilia, come quelli della diocesi di Ferns, contea di Wexford, Irlanda. E di come i reati, e i loro autori, vennero tutelati dalle autorità ecclesiastiche. Il video, che in Italia è stato acquistato da una società specializzata che sta provando a rivenderlo alle emittenti nazionali, è fra i più visti su You Tube e Google. La società ha diffidato formalmente il nostro sito a diffonderlo.

Nel documentario, si parla soprattutto del Crimen Sollicitationis, il documento segreto emesso dal Santo ufficio del Vaticano (oggi Congregazione per la dottrina della fede) nel 1962: fornisce istruzioni ai vescovi su come trattare i casi di sacerdoti accusati di usare la segretezza del confessionale per fare avances sessuali ai penitenti. Ma soprattutto di come porsi di fronte a crimini peggiori, come il coinvolgimento di un prete in rapporti sessuali con un animale, un bambino o un uomo.

Ebbene, il garante dell'applicazione di quelle direttive fu Benedetto XVI, all'epoca dei fatti ancora cardinale Joseph Ratzinger. Fu lui il responsabile della direttiva con la quale lo scandalo venne messo a tacere e i preti furono protetti e nascosti alle autorità.

Il video è crudo e esplicito, riporta le testimonianze di chi, all'epoca bambino, fu vittima degli abusi. Che viaggiasse su internet era prevedibile così com'era inevitabile che alimentasse la discussione. Utenti premurosi si sono presi la briga di tradurre e sottotitolare la versione integrale del documentario anche nella nostra lingua.

Così, la Ferns Inquiry, il Rapporto Ferns, ovvero l'inchiesta governativa ufficiale irlandese del 2005 che riguardava le denunce di abusi avvenuti nella diocesi irlandese, ma anche gli altri contenuti del documentario, si sono trasformati in uno dei documenti attualmente più diffusi e scambiati sul Web. Il dibattito si infiamma su siti e blog italiani, fra riflessioni pacate, giudizi netti e, com'è legittimo, dubbi e contestazioni.

Il link del video è questo; vi consiglio di approfittare ora per vederlo perchè non so se resterà ancora a lungo in rete.

=VIDEO=

martedì 17 aprile 2007

=Tesla motorS= presenta....



Tesla Motors è un’azienda nata dal nulla appena 3 anni fa in California con un obbiettivo: produrre un’auto elettrica capace di rivoluzionare il mercato grazie a prestazioni da supercar (da 0 a 60 miglia orarie in soli 4 secondi), emissioni zero e un’autonomia di ben 400 chilometri per ogni ricarica di energia. Un progetto top secret seguito da 70 persone con centri di sviluppo in California, in Inghilterra e a Taiwan.

Raccontata così potrebbe sembrare la trama di un film di fantascienza intitolato magari il “Riscatto dell’Auto elettrica”. E invece pare che questa società faccia davvero sul serio e soprattutto abbia tutte le credenziali finanziare per potersi permettere certe affermazioni…

Per rendersene conto basta andare a spulciare l'elenco dei finanziatori della Tesla Motors e dei suoi fondatori Martin Eberhard e Marc Tarpenning. In questa giovane azienda della Silicon Valley hanno creduto firme del capitalismo americano abituate ad investire i loro soldi in idee a dir poco vincenti. C’è innanzitutto il VantagePoint Venture Partners, una delle più grandi società al mondo di venture capital; ci sono investitori istituzionali come Elon Musk, il fondatore di Paypall, la Draper Fisher Jurvetson e il fondo JP Morgan Bay Area Equity Fund. E ci sono poi persone (miliardarie) che hanno investito individualmente nel progetto Tesla Motors; fra questi spiccano due nomi, Sergey Brin e Larry Page, ovvero i fondatori di Google! La "colletta" è riuscita a raccogliere 40 milioni di dollari che saranno impiegati per testare, omologare e lanciare sul mercato statunitense la prima Tesla Motor.




Insomma, i presupposti per sentire parlare di questo progetto ci sono proprio tutti! Nell’attesa della presentazione ufficiale, prevista per inizio luglio, vi consigliamo di appuntarvi l’indirizzo del sito web: http://www.teslamotors.com. Per il momento non ci sono informazioni di alcun genere anche perchè la stessa azienda dichiara "Thank you for your interest in Tesla Motors Inc. We prefer to keep quiet in the press for now, though we will have plenty to say as we get closer to launching our first car". Che, tradotto in due parole, significa silenzio stampa.

venerdì 23 marzo 2007

Un papa nero.. Un senatore onesto..

Ragazzi... per un futuro davvero migliore (che frase scontata, eh?) vorrei che tutti noi prendessimo coscienza del fatto che siamo nel 2007 e continuiamo a farci governare e a farci influenzare da un governo ed una chiesa talmente retrogradi da non riuscire ad accordare al "gay" una condizione sociale nemmeno lontanamente alla pari di un eterosessuale. Perseveriamo nel battere le mani a personaggi mediatici che nulla dovrebbero avere a che fare con il loro mestiere.

Eccovi una forte testimonianza di quanto sia grande la trave nell'occhio della chiesa..:



io DICO si..

lunedì 12 marzo 2007

.o0°" H "°0o.

Ragazzi, questa che riporto qui sotto è la bozza di proposta di legge che ha attratto la mia attenzione sta mattina, sottraendomi dallo studio..
Leggete attenamente e, se favorevoli (difficile non esserlo), date uno sguardo di seguito al testo.
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Proposta di legge di iniziativa popolare:

"Obblighiamo le multinazionali del petrolio ad installare distributori multienergy (metano, idrogeno) in ogni stazione di servizio italiana e a produrre idrogeno da fonti rinnovabili vietandone l'importazione da paesi esterni alla Comunità Europea"

I sottoscritti cittadini ritengono opportuno che le multinazionali petrolifere dopo essersi arricchite per decenni con il petrolio, essendo così state fautrici dell'inquinamento, debbano prendersi l'impegno di rimediare ai propri errori.
I sottoscritti cittadini ritengono responsabili le compagnie petrolifere di aver fatto proliferare mali come il cancro che oggi sappiamo generato dal PM10 come si evince da uno studio dell'Organizzazione mondiale della Sanità che qui riportiamo in parte:
"La media dei livelli di PM10 nelle città italiane nel periodo 2002-2004 è passato dai 26.3 ai 61.1 mg/m3. L'impatto dell'inquinamento dell'aria sulla salute umana è allarmante: 8220 decessi all'anno, in media, sono attribuibili alle concentrazioni di PM10 superiori ai 20 mg/m3. Questo corrisponde al 9% della mortalità per tutte le cause (esclusi gli incidenti) in una popolazione sopra i 30 anni di età. L'impatto della mortalità a breve termine è di 1372 decessi, cioè 1.5% della mortalità totale nell'intera popolazione. Anche i livelli dell'ozono nell'atmosfera destano preoccupazione: l'impatto dell'ozono a concentrazioni superiori ai 70 mg/m3 è stimato dello 0.6% di tutte le cause di morte."
Essendoci la tecnologia per rimediare o perlomeno tamponare gli effetti dell'inquinamento e ritenendo che tutti i cittadini siano vittime di un sistema che non sarebbe loro dovere gestire e governare, si chiede alla comunità europea di prendere seri ed immediati provvedimenti nei confronti delle multinazionali del petrolio.
Con questa legge si vuole favorire l'ingresso sul mercato delle automobili ad idrogeno, favorire l'introduzione di centrali elettriche ad energia rinnovabile, dare all'Italia un'indipendenza graduale dal petrolio e dare ai governi occidentali un pretesto in meno per fare delle guerre.

Art. 1
1. La seguente legge obbliga le aziende petrolifere, private e pubbliche, ad installare distributori multienergy , idrogeno e metano, su tutto il territorio italiano, almeno uno ogni 5000 abitanti entro il primo anno dalla sua entrata in vigore, ed almeno uno per ogni stazione di servizio entro il secondo anno dalla sua entrata in vigore.
2. Le aziende produttrici di idrogeno hanno l’obbligo di produrlo esclusivamente con l'ausilio di energie rinnovabili come il solare, l'eolico, il geotermico, l'idroelettrico, o qualsivoglia fonte di energia non inquinante.

3. E' fatto espresso divieto di importare l'idrogeno da altri paesi, eccetto dai paesi della comunità europea.
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e ora c'è la parte interessante di questo post:

come scrivevo nella e-mail che ho mandato a tutti i miei contatti, una volta raggiunta la soglia delle 800.000 firme potremo dare inizio a qualcosa di estremamente utile.

In questo preciso istante le firme accumulate sono 222652, ma quando avro' finito di scrivere questa frase se ne saranno aggiunte almeno altre 40.. Ragazzi, ora avete la possibilità di dare un contributo concreto ad un progetto reale. Potrete essere artefici (seppure in piccola parte) di un progetto di disintossicazione globale.

Bando alle ciance:

Chi ha un indirizzo e-mail puo' votare clikkando QUI
Chi non ne avesse uno puo' scaricare il modulo cartaceo (può contenere 30firme) da spedire tramite posta a questo indirizzo:

Stefano Pino
C.P. 12003
Via Ortica, 19
20134 Milano

Per chi volesse farsi un'idea di quante firme siano già state depositate, puo' dare un'occhiata QUI.

Per ulteriori informazioni: www.automobileidrogeno.com

Fin'ora 223103 persone hanno dato dimostrazione di credere nella realizzazione di un mondo più longevo di quello che ci si presenta oggi e io sono uno di loro.. e voi?

martedì 20 febbraio 2007

/^^^ Scopa pro nobiS ^^^\

Ed ora un tributo alla gaudente Santa Teresa...:

"Un giorno mi apparve un angelo bello oltre ogni misura. Vidi nella sua mano una lunga lancia alla cui estremità sembrava esserci una punta di fuoco. Questa parve colpirmi più volte nel cuore, tanto da penetrare dentro di me. II dolore era così reale che gemetti più volte ad alta voce, però era tanto dolce che non potevo desiderare di esserne liberata. Nessuna gioia terrena può dare un simile appagamento. Quando l'angelo estrasse la sua lancia, rimasi con un grande amore per Dio".

Nella foto: Particolare dell' "Estasi di Santa Teresa".